La guida ufficiale al Concordato Preventivo Biennale per il biennio 2026-2027 stabilisce il quadro operativo e le regole d’accesso per i contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) per il 2025. La scadenza per l’adesione è fissata al 2 novembre 2026.
Cos’è e come funziona
Il concordato preventivo biennale è un accordo stipulato tra il contribuente (partite IVA, professionisti e imprese) e l’Agenzia delle Entrate. Chi sceglie di aderirvi accetta una proposta di reddito definita dal Fisco e si impegna a pagare le tasse su tale base fissa per l’intero biennio 2026-2027, a prescindere dal reddito reale effettivamente conseguito. Il principio cardine prevede che l’eventuale guadagno in eccedenza rispetto alla cifra concordata non sia soggetto a tassazione.
Tetti della proposta di reddito
La proposta di incremento reddituale avanzata dal Fisco non è illimitata, ma è ancorata al punteggio ISA dell’anno precedente:
- Punteggio ISA tra 6 e 8: la proposta non può superare un aumento massimo del 30% rispetto all’anno precedente.
- Punteggio ISA sotto il 6: l’incremento massimo è fissato al 35%.
Le novità 2026: maggiore flessibilità
Per rendere l’istituto meno rigido e favorire la partecipazione delle imprese, la disciplina del 2026 introduce la possibilità di correggere eventuali irregolarità tramite dichiarazioni integrative senza perdere l’accordo. La decadenza dal concordato si verifica solo in caso di violazioni o scostamenti gravi, ossia superiori al 30%.
I benefici per le imprese che scelgono di aderire
Per le imprese, la scelta di aderire al Concordato Preventivo Biennale offre importanti vantaggi strategici e gestionali:
- Certezza finanziaria e pianificazione dei flussi di cassa: bloccando preventivamente la base imponibile e il carico fiscale per due anni, le aziende possono pianificare con precisione i budget, gli investimenti e la gestione della liquidità senza l’incertezza legata a oscillazioni di tassazione sui ricavi effettivi.
- Detassazione della crescita e della produttività: tutti gli incrementi di fatturato e i maggiori utili realizzati grazie a nuovi progetti, ottimizzazioni operative o espansione di mercato rimangono interamente a disposizione dell’azienda, incentivando lo sviluppo della competitività.
- Semplificazione del rapporto con il Fisco: la stabilità dell’accordo riduce l’incidenza degli adempimenti e consente alla governance aziendale di concentrare le risorse sulle attività core del business anziché sulla gestione del contenzioso potenziale.
Benefici generali e incentivi al rinnovo
L’adesione garantisce l’accesso a diversi benefici, tra cui agevolazioni sui rimborsi, possibilità di compensazione dei crediti e un minore rischio di controlli presuntivi.
Per i contribuenti che rinnovano l’accordo dopo il primo biennio (2024-2025), sono stabiliti incentivi aggiuntivi:
- Innalzamento delle soglie di compensazione dei crediti IVA senza visto di conformità (fino a 100.000 euro rispetto ai 70.000 ordinarie);
- Riduzione di 2 anni dei termini di accertamento;
- Rateizzazioni dei debiti senza interessi;
- Nessuna applicazione di maggiorazioni sugli acconti;
- Sanatoria speciale per i periodi d’imposta 2020-2023, con uno sconto del 30% sulle imposte dovute.
I rischi da considerare
A fronte dei benefici, il concordato presenta anche profili di rischio. Il rovescio della medaglia per i contribuenti che decidono di non aderire riguarda l’inserimento in liste per controlli e accertamenti più serrati da parte del Fisco, unitamente al dimezzamento delle soglie per l’applicazione delle sanzioni.