La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di interventi fiscali finalizzati a rafforzare il controllo e la regolamentazione del settore delle locazioni turistiche. In questo contributo ci concentriamo sulla disciplina fiscale degli affitti brevi, con un’analisi delle novità normative che incidono sulla qualificazione dell’attività di locazione, approfondite dal Partner dello Studio, Danilo De Gregorio.

La normativa prevede una modifica significativa della soglia oltre la quale l’attività di locazione breve viene considerata attività d’impresa. In particolare, a partire dal terzo immobile destinato ad affitti brevi, l’attività sarà qualificata come imprenditoriale, con conseguenti obblighi fiscali e contributivi.

La precedente disciplina prevedeva, infatti, che tale qualificazione scattasse dal quinto immobile locato, mentre la nuova normativa riduce sensibilmente la soglia, ampliando il numero dei contribuenti che potrebbero rientrare nel perimetro dell’attività d’impresa.

La modifica normativa incide, quindi, sulla posizione fiscale dei proprietari che gestiscono più immobili destinati alle locazioni brevi, i quali potrebbero essere tenuti ad adempimenti tipici dell’attività imprenditoriale, tra cui l’apertura della partita IVA e l’assoggettamento alle relative disposizioni fiscali e contributive.

La nuova disciplina comporta pertanto rilevanti implicazioni operative per i locatori, rendendo necessario valutare attentamente l’organizzazione dell’attività di locazione e il corretto inquadramento fiscale degli immobili destinati agli affitti brevi.

Lo Studio D’Amore & Partners resta a disposizione per valutazioni personalizzate e per assistere imprese, professionisti e privati nella corretta applicazione delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

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