La Legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto di interventi fiscali, volto a rafforzare il gettito erariale e a rimodulare il prelievo su specifiche operazioni economiche. In questo contributo ci concentriamo sulla Tobin tax, con un’analisi delle novità previste approfondite dall’associato dello Studio, Gennaro Frezza.
La normativa prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2026, il raddoppio delle aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie, con un conseguente aumento del prelievo sulle operazioni aventi ad oggetto determinati strumenti finanziari.
La Tobin tax, introdotta nell’ordinamento italiano dalla Legge n. 228/2012, è un’imposta che si applica a specifiche operazioni di negoziazione, aventi ad oggetto strumenti finanziari emessi da società residenti in Italia.
In particolare, l’imposta continua ad applicarsi alle principali categorie di operazioni già previste dalla disciplina vigente, tra cui:
- trasferimenti di proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari, partecipativi emessi da società italiane;
- operazioni su strumenti finanziari derivati, collegati ad azioni o indici azionari italiani;
- operazioni di negoziazione ad alta frequenza (high frequency trading), effettuate su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.
L’intervento normativo determinerà, quindi, un aumento del carico fiscale sulle operazioni finanziarie soggette all’imposta, rendendo necessario per operatori e intermediari valutare l’impatto delle nuove aliquote sulle proprie attività.
Lo Studio D’Amore & Partners resta a disposizione per valutazioni personalizzate e per assistere imprese, professionisti e privati nella corretta applicazione delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
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